Jul
19

La Physical Vapor Deposition, spesso abbreviata in PVD, è un metodo comune per la deposizione di film sottili, è per esempio la tecnica utilizzata per la fabbricazione degli specchi, depositando un sottile strato d’argento su una lastra di vetro.
Questa tecnica permette di ottenere in modo semplice film ad alta purezza e con buona struttura.

Gli stadi fondamentali del processo sono i seguenti:

• sublimazione di un solido od evaporazione di un liquido
per formare una specie aeriforme

• trasporto degli atomi o molecole dalla sorgente al substrato da ricoprire

• deposizione delle particelle sul substrato e crescita del film

Per evaporare del materiale da una fase condensata è necessario
fornirgli del calore. In un sistema chiuso si stabilisce una
pressione di vapor saturo che sancisce l’equilibrio tra le particelle
che lasciano la fase condensata e quelle che vi rientrano;
la pressione di vapor saturo dipende dalla temperatura
e aumenta fortemente all’aumentare di quest’ultima.

Durante la loro permanenza in fase aeriforme, le particelle
viaggiano in linea retta finché non collidono con una molecola
del gas residuo; entra quindi in gioco il cammino libero medio,
che è tanto più elevato quanto più bassa è la pressione.

Ne consegue quindi l’importanza di depositare film sottili a
pressioni più basse possibili.

Nella maggior parte dei sistemi di deposizione per evaporazione, la distanza tra sorgente
e substrato è dell’ordine di qualche decina di centimetri,
distanza che per l’aria a temperatura ambiente e a pressioni
dell’ordine di <math>10^{-5} mbar</math> è paragonabile al libero cammino medio.

Un forte limite della Physical Vapor Deposition è il fatto
che si presta male alla deposizione di materiali multicomponente,
poiché molte sostanze si dissociano ad alta temperatura
ed i componenti, con differenti pressioni di vapor saturo, danno luogo così a depositi con stechiometrie diverse da quella del materiale di
partenza.

I sistemi di evaporazione sono essenzialmente due:
a effetto Joule, basato sul riscaldamento di fili o lamine di materiali altofondenti sagomati per accogliere il materiale da
evaporare, e a cannone elettronico, in cui un fascio di elettroni
incide sul materiale e lo fa evaporare per trasferimento
termico.

Jul
19

Il trasudato è una sostanza liquida derivata dal plasma per ultrafiltrazione; in sostanza si tratta di una parte liquida del plasma che ha attraversato l’endotelio capillare di vasi normali o una membrana semi-permeabile; in genere è caratterizzato da un’alta fluidità e da un basso contenuto di proteine, cellule e detriti cellulari.

Si distingue dall’essudato, liquido di tipo infiammatorio fuoriuscito da vasi resi permeabili; entrambi i termini rientrano nella più generica definizione di versamento.


Bibligrafia

  • Majno e joris; Cellule, tessuti e malattia


Voci correlate

  • Reazione di Rivalta
Jul
18

E’ una tecnica per introdurre il DNA nelle cellule, consiste di una repentina scarica elettrica operata in un piccolissimo contenitore che racchiude cellule e molecole di DNA da inserirvi in una sospensione liquida. La scarica apre simultaneamente la membrana plasmatica permettendo alle molecole di DNA di penetrare nella cellula.

Jul
18

Un ascesso è una raccolta di pus, o essudato purulento (formato da neutrofili, cellule necrotiche e liquidi) localizzata e circoscritta, che si forma per un processo di suppurazione all’interno di un tessuto o un organo. È caratterizzato da una regione centrale necrotica ricca di leucociti e cellule del tessuto intorno alla quale vi è una zona di neutrofili vitali. All’esterno, proliferazione di fibroblasti e di cellule parenchimali, unitamente a una vasodilatazione periferica, indicano l’inizio dei processi riparativi. Con il tempo, l’ascesso viene isolato attraverso una parete di tessuto connettivo che limiterà la diffusione del processo infettivo.

È determinato prevalentemente da alcuni microrganismi (es. streptococchi e stafilococchi) che causano suppurazione (batteri piogeni) responsabili di infezioni, è caratterizzato da un decorso rapido e doloroso, con tumefazione locale.

Jul
18

La nobile famiglia Alidosi, originaria della valle del Santerno in Romagna e della quale si hanno notizie a partire dal X secolo, tenne la Signoria di Imola a più riprese nel corso del tardo Medioevo (tra i suoi esponenti si ricordano Lippo, Roberto, Azzo, Bertrando e Ludovico, ultimo signore alidosiano della città). Dopo la definitiva perdita di Imola, avvenuta nel 1424 ad opera dei Visconti di Milano, la famiglia si ritirò nella rurale Signoria di Castel del Rio, sull’Appennino Romagnolo, territorio sul quale dominava da oltre quattrocento anni, finché nel 1638 papa Urbano VIII privò la famiglia anche di quest’ultimo feudo.

Un altro celebre esponente della famiglia fu il Cardinal Francesco Alidosi (1455-1511), che grazie all’amicizia con papa Giulio II fece una rapida carriera ecclesiastica ed ottenne la porpora nel 1505.

Jul
18

L’anemia mieloftisica è la condizione di anemia causata dall occupazione del midollo osseo da parte di masse tumorali solitamente metastatiche. Questi tumori o sottraendo spazio alle cellule emopoietiche o secernendo sostanze inibitorie, bloccano l’emopoiesi.

Contents


Epidemiologia

Le metastasi che invadono il midollo provengono principalmente da tumori della mammella, prostata e polmone e molto raramente da linfomi.


Eziologia e patogenesi

Come accennato la causa primaria è l’invasione da parte di linee cellulari a rapida crescita dello spazio midollare, quindi diminuisce drasticamente il volume occupato dalle normali cellule midollari che diminuiscono di numero. Inoltre ci sono alcune evidenze che dimostrano la presenza nel midollo invaso, di citochine inibitorie sulla crescita delle cellule del sangue.

La presenza nel midollo di cellule neoplastiche altera la strutture dello stroma di sostegno e la permeabilità dei capillari, questo causa la fuoriuscita dal midollo di cellule immmature di diverse filiere.


Clinica


Segni e sintomi

Sintomi tipici dell’anemia.


Esami di laboratorio e strumentali

L’anemia ha le caratteristiche di una anemia iporigenerativa con emazie irregolari (anisopoichilocitosi), shistocitosi e a forma di lacrima (dacriocitosi) che sono caratteristiche della malattia, oltre che al ritrovamento in circolo di un gran numero di cellule immature.
Raramente in corso di anemia mieloftisica si riscontrano paradossalmente i leucociti e le piastrine lievemente aumentate.

È indicata una biopsia midollare per valutare lo stato del midollo, ed è di solito risolutiva per la diagnosi.


Trattamento

Eliminando la messa tumorale mediante opportuni trattamenti si ha il ristabilimento delle condizioni normali, questo tuttavia non è spesso un traguardo facile. Fino ad allora si attua la terapia di supporto con trasfusioni di derivati del sangue all’occorrenza.


Prevenzione

Non esiste prevenzione specifica


Bibliografia

G. Castoldi V. Liso malattie del sangue e degli organi ematopoietici. IV ed McGraw-Hill

Jul
18

Il filtro pressa è una macchina industriale utilizzata per disidratare i fanghi mediante processi di separazione solido liquido.

Il fango pompato ad elevate pressioni dentro il filtro, viene disidratato mediante tele e piastre filtranti, che trattengono la fase solida e lasciano defluire la fase liquida.

I filtri pressa vengono oggi impiegati in differenti settori industriali: per la disidratazione dei fanghi derivanti dai processi di depurazione delle acque reflue, civili ed industriali e in molti processi chimico/farmaceutici e minerari.

Jul
17

Il midollo osseo giallo è costituito da tessuto connettivo assai ricco di vasi sanguigni e di cellule, per la maggior parte cellule adipose (adipociti), ed alcuni mielociti. Si trova nel canale midollare delle ossa lunghe e nelle zone ad esse contigue di tessuto osseo spongioso.

Jul
17

Il titolo Verso il sole può riferirsi a:

  • Verso il sole (På solsidan, 1936), film diretto da Gustaf Molander, con Ingrid Bergman
  • Verso il sole (The Sunchaser, 1996), film diretto da Michael Cimino
  • Verso il sole (1997), canzone di Al Bano
Jul
17


Definizione

Una cellula aploide è una cellula che possiede un solo cromosoma per ogni tipo. Le cellule diploidi, infatti, hanno un patrimonio genetico doppio, formato da due copie uguali per ogni cromosoma: i cromosomi morfologicamente uguali sono detti omologhi.

Le cellule aploidi si producono per mitosi di altre cellule aploidi oppure per meiosi.

La meiosi è costituita da due divisioni in sequenza, solo che la seconda non è preceduta da un normale ciclo cellulare, bensì da un semplice G1. Un altro modo di produzione di cellule aploidi è tramite mitosi di altre cellule aploidi. Ad esempio, nei gametofiti i tanti nuclei sono tutti aploidi prodotto per mitosi.
I gameti e le meiospore sono cellule aploidi, tranne in alcune forme di partenogenesi.
In tale modo i gameti, avendo un patrimonio cromosomico dimezzato, possono produrre cellule diploidi attraverso la fecondazione o organismi aploidi.


Cellule aploidi nell’uomo: Spermatogenesi e Ovogenesi

Nell’uomo e in tutti gli organismi a riproduzione sessuata esiste una minima parte di cellule aploidi in quanto esse hanno la unica ma non ha il nome di spermatogenesi e nella donna ha il nome di ovogenesi porta sempre alla formazione di 4 cellule Aploidi del tutto diverse dalla cellula madre e diverse fra loro che si differenziano e formano tramite il processo meiotico di Crossing over che ricombina casualmente i geni che codificano per le differenti proteine all’interno dei cromosomi; nell’uomo il processo di spermatogenesi porta alla formazione di quattro spermatozoi distinti e funzionali, nella donna porta alla formazione di quattro cellule uovo, delle quali una sola diventerà la cellula uovo fecondabile, mentre le altre 3 saranno gradualmente assorbite da quest’ultima per fornire nutrimento alla cellula uovo principale.

Jul
17

Rivista

di grande formato fondata nel 1980 da Art Spiegelman e sua moglie Francoise Mouly. Raccoglie sia materiale il materiale più sperimentale statunitense (Robert Crumb, Gary Panter, Charlie Burns, Ben Katchor) che quello appartenente all’avanguardia europea, con un occhio di riguardo in più per quella francese Loustal, Tardi.

Jul
17

Verso la fine del processo di follicogenesi, che avviene nella profase della prima divisione meiotica, in diplotene, l’ovocita1 è circondato da strati di cellule follicolari derivanti dalla disgregazione dei cordoni sessuali a seguito della differenziazione della gonade da indifferenziata a femminile: lo strato esterno sono le cellule della granulosa, lo strato interno sono le cellule della corona radiata; queste rivestono la membrana plasmatica al cui interno è presente l’ovocita1, che si trova nel primo blocco meiotico.
successivamente le cellule della granulosa, follicolari dello strato esterno, nel moltiplicarsi, secernono il liquor follicoli che viene immesso tra le cellule della zona pellucida e le cellule della corona radiata creando un antro; si viene a realizzare il follicolo di Graff.
Alla fine dell’accrescimento follicorare all’interno dell’antro viene prodotto un aggregato cellulare, le cellule del cumulo ooforo. Queste sono costituite da ovocita1 circondato dalla zona pellucida e dalla corona radiata.
Queste cellule follicolari, che circondano l’ovocita1, sono cellule che derivano dalla degradazione dei cordoni sessuali durante la fase di differenziamento della gonade che passa da uno stadio indifferenziato ad uno differenziato.

Le cellule germinali, infatti, sono cellule diploidi che vengono chiamate cellule germinali primordiali nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, anche cellule staminali. Sono già localizzate in fase di blastula e, grazie ai vistosi movimenti a cui vanno incontro durante la fase di gastrulazione, migrano entro le creste genitali.
Durante la migrazione proliferano e si insediano nella cresta genitale.
A questo stadio le cellule germinali primordiali, così come le gonadi, non sono ancora differenziate.
Le cellule germinali possono diventare spermatozoi o cellule uovo; la gonade può diventare testicolo o ovario.
Come quindi avviene la differenziazione della gonade e conseguentemente la differenziazione delle cellule germinali?
Nei mammiferi lo sviluppo è cromosomico per cui dipende dal tipo di corredo cromosomico che porta con sè lo spermatozoo. Se questo è Y implica l’esistenza di una zona, chiamata regione pseudoautosomica, che contiene un gene, il gene SRY, in grado di consentire lo sviluppo del testicolo, quindi maschile.
In mancanza di tale gene lo sviluppo è femminile, per cui si ha la realizzazione della cellula uovo che comporta la degradazione dei cordoni sessuali che hanno proliferato entro il tessuto genitale e queste cellule sono le cellule follicolari che andranno a circondare l’ovocita1.

Jul
17

La fibrosi rappresenta la riparazione di un danno tessutale mediante sostituzione delle cellula parenchimali con tessuto connettivo.

Ciò avviene quando vi è distruzione dei tessuti con danni a carico sia delle cellule parenchimali sia dello stroma, come avviene ad esempio nell’infiammazione necrotizzante che caratterizza l’infiammazione cronica.

La riparazione non può di conseguenza avvenire tramite rigenerazione delle cellule del parenchima, nemmeno negli organi le cui cellule sono capaci di rigenerarsi.

La deposizione di tessuto connettivo conduce alla fibrosi e alla comparsa di cicatrici negli organi le cui cellule sono capaci di rigenerare.

In tale processo sono identificati quattro momenti:

  1. angiogenesi: formazione di nuovi vasi sanguigni;
  2. migrazione e proliferazione di fibroblasti;
  3. deposizione di matrice extracellulare;
  4. rimodellamento: maturazione e organizzazione del tessuto fibroso.
Jul
17

Pomato può riferirsi a:

  • in araldica, pomato indica una figura con pallottole all’estremità
  • in biotecnologia, il pomato (dall’inglese potato + tomato) è un ibrido creato dalla fusione di cellule di patata con cellule di pianta di pomodoro.
Jul
17

La somatostatina è un ormone polipeptidico prodotto dall’ipotalamo, e da cellule del sistema APUD.
È prodotta in varie sedi dell’organismo, in particolare dalle cellule D antrali dello stomaco (inibisce cellule G produttrici di gastrina, regolandone la funzione - vedi patogenesi dell’ulcera duodenale), nell’asse ipotalamo-ipofisario dove inibisce la secrezione di GH (ormone della crescita) e Prolattina e nelle cellule delta del pancreas dove inibisce il rilascio di insulina e glucagone e di acido cloridrico nello stomaco, inibisce inoltre la produzione esocrina del pancreas. Agisce anche da neurotrasmettitore.


Storia

Fu scoperta nel 1958 dal biologo Boyler. Dal brevetto della sostanza nacque una delle prime società biotech.
Attualmente il brevetto è scaduto, il prezzo è sceso sensibilmente e vari sono i produttori.

I primi usi a scopo terapeutico risalgono agli anni ‘70, nella cura dell’acromegalia e dell’ulcera duodenale.

La sostanza ha avuto una certa notorietà internazionale anche per le polemiche nel periodo della sperimentazione del metodo del prof. Luigi Di Bella, che la impiegò contro il tumore.

Jul
17

In anatomia con endoderma si intende il foglietto embrionale più interno, che si forma all’inizio della terza settimana di vita intrauterina con la gastrulazione, per un processo di invaginazione delle cellule dell’epiblasto del disco embrionale.
L’endoderma dà origine all’intestino primitivo (anteriore, medio e posteriore), da cui derivano l’epitelio dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente e delle ghiandole ad esso annesse (fegato, pancreas, ecc.) e di una parte dell’apparato urinario.

In botanica con endoderma si intende il tessuto tegumentale primari interni; è quindi un tessuto primario tipico degli organi che hanno funzione assorbente ed è pertanto caratteristico della radice, nel fusto quando questo è sotterraneo (come i rizomi) oppure nelle piante acquatiche. È costituito da uno strato o due di cellule vive prive di spazi intercellulari; forma come una barriera che avvolge la parte centrale della radice o del rizoma(cilindro centrale), ove si localizzano i tessuti conduttori.
Le cellule che lo compongono, come detto, sono prive di spazi intercellulari(cioè si trovano le une attaccate alle altre); inoltre esse hanno la parete trasversale(la zona di contatto con le altre cellule)suberificata.
Ciò darà all’endoderma l’aspetto di un “nastro”, per questo si parla di Banda del Caspary.
Grazie ad essa la linfa sarà obbligata a passare obbligatoriamente all’interno delle singole cellule, attribuendo così all’endoderma una funzione di filtraggio.

Jul
17

IPM Group S.p.a è una società italiana attiva nel settore delle telecomunicazioni con sede ad Arzano (Napoli).


Storia

L’IPM (Industria Politecnica Meridionale) è stata fondata da Remo De Feo, un ex dipendente della Ericsson che nel 1958 apre ad Arzano un laboratorio per la riparazione dei telefoni. L’azienda investe nella produzioni di telefoni pubblici di cui col tempo diviene uno dei maggiori produttori. I telefoni IPM vengono installati in Italia e nel mondo facendo dell’azienda di Arzano uno dei principali protagonisti nel settore della telefonia pubblica arrivando ad avere alla fine degli anni Novanta 1200 dipendenti.
Nel 2001 con l’acquisizione della società elvetica Landis+Gyr Communication l’IPM Group potenzia la sua offerta di telefoni pubblici.
Ma con sviluppo della telefonia cellulare e la riduzione del mercato dei telefoni pubblici a cui si aggiunge la perdita del rapporto di esclusiva con Telecom Italia, l’IPM affronta una gravissima crisi. L’azienda prova a reagire alla riduzione del mercato entrando nel settore delle smart card tramite la controllata Incard di Marcianise (Caserta), uno dei maggiori produttori al mondo di carte e chip per la telefonia fissa, ma nel 2003 la Incard viene ceduta alla STMicroelectronics per 70 milioni di euro.


Struttura societaria

L’IPM ha oggi 580 dipendenti di cui 160 impiegati nella ricerca che operano in 6 laboratori di ricerca in Italia , Svizzera , Francia e Germania. Ha 3 impianti produttivi e controlla 12 società.
L’IPM ha venduto ad oggi oltre 4 milioni di telefoni pubblici in 70 paesi del mondo.


Collegamento esterno

  • Sito aziendale
Jul
17

Per displasia si intende l’anormale composizione cellulare di un organo o tessuto, una modificazione della proliferazione di un tessuto.

Il tessuto displastico presenta cambiamenti nella velocità di riproduzione dei suoi elementi cellulari, la quale sfugge a sistemi di controllo. Non si tratta di cellule tumorali, siano esse benigne o maligne, ma di cellule che hanno subito un cambiamento, in seguito ad esposizione ad un agente, sia esso fisico (radiazioni), chimico (idrocarburi aromatici e altre sostanze) o biologico (virus oncogeno).

Il processo displastico può essere reversibile; le cellule displastiche possono tornare alla loro condizione di cellule normali, mentre una cellula tumorale trasformata non può farlo più; si dice infatti che essa è ormai una cellula “iniziata” che attende soltanto un agente promovente o co-cancerogeno per la comparsa della malattia neoplastica vera e propria.

Le cellule displastiche sono cellule uguali alle altre cellule normali soto l’aspetto differenziativo, pur cambiando qualcosa a livello morfologico; un esempio è la perdita della distinzione tra i poli della cellula (polo basale e polo apicale).

Quando la cellula perde le sue peculiarità morfologiche del tessuto da cui deriva e risulta trasformata irreversibilmente, allora si ha una cellula neoplastica a tutti gli effetti. In un certo senso si può dire che la cellula neoplastica riassume le peculiarità della cellula displastica (proliferante) e della cellula anaplastica (indifferenziata).

In base alla densità di cellule displastiche in un tessuto, la displasia si dividono in lieve, moderata e grave.

Jul
16

I fibroblasti sono cellule tipiche del tessuto connettivo, in grado di produrre la componente fibrillare.
Hanno un citoplasma vacuolizzato che circonda un nucleo ellittico e colorato con uno o due nucleoli. I fibroblasti attivi si riconoscono dall’abbondante reticolo endoplasmatico. I fibroblasti inattivi, chiamati anche fibrociti, sono più piccoli ed allungati, inoltre hanno un reticolo endoplasmatico ridotto.

I fibroblasti producono collagene, glicosaminoglicano, fibre elastiche e reticolari e le glicoproteine che si trovano nella materia extracellulare. Durante la crescita i fibroblasti si dividono e sintetizzano le sostanze di base. Un danno ai tessuti stimola i fibroblasti e ne induce la mitosi.

I fibroblasti possono dare origine ad altre cellule come le cellule ossee, gli adipociti e cellule muscolari, tutte di origine mesodermica.

Jul
16

Il blastoporo, nell’embrione, è una zona di cellule localizzate sotto la semiluna grigia, si presenta come un solco ricurvo orizzontale (il labbro dorsale del blastoporo) che si modifica continuamente man mano che le cellule mesodermiche ed endodermiche penetrano all’interno formando l’archenteron (cavità formatasi per la chiusura del blastocele, detta anche intestino primitivo) .

Esso si forma all’inizio della gastrulazione, creando:

  • l’ano nei deuterostomi,
  • la bocca nei protostomi.

Il labbro dorsale del blastoporo, con il proseguire dello sviluppo, si incurva e prosegue con le labbra laterali , le quali dopo la scomparsa del labbro ventrale si richiudono a cerchio e completano quindi la formazione del blastoporo.
Esso presenta un lume formato da cellule endodermiche (tappo vitellino), che si riduce man mano che la gastrulazione va avanti, il blastoporo quindi non è altro che una fessura disposta verticalmente (fessura del blastoporo).
È proprio questa fessura che negli Urodeli da origine all’ ano, mentre negli Anuri si oblitera e l’ano si origina da una fessura secondaria che si forma nell’area del blastoporo.
La formazione e l’evoluzione del blastoporo sono il risultato di un movimento combinato di allungamento e rivestimento delle cellule presenti a livello dell’emisfero animale.